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Come funziona

Dal primo minutoal primo lunedì.

Nessuna registrazione lunga, nessuna scelta tecnica prima di aver visto qualcosa. Il principio è uno: non impari Wekyky. Parli con collaboratori e guardi la tua azienda.

Passo 1

Dì che lavoro fai

La prima schermata ti fa una domanda sola: «Come si chiama la tua attività?». Scrivi il nome e la città. Da lì Wekyky legge quello che è già pubblico sulla scheda della tua attività (indirizzo, orari, foto, sito) e riconosce il mestiere. Se la scheda non basta a capirlo, scegli tu fra le famiglie di mestieri.

Tu confermi o correggi. Niente menù a tendina con i codici, niente moduli.

Passo 2

Guarda la tua app

In un minuto appare la tua app: il tuo nome, il tuo indirizzo, e le stanze del tuo mestiere. Sono ancora spente, in grigio, con una riga ciascuna su cosa farebbero. Il direttore ti scrive due righe dalla tua scheda, e una cosa è già fatta: un post con una foto vera della tua attività, pronto da pubblicare quando attivi. Non è una demo con dati finti: è la tua azienda, vista dall'alto, prima ancora di aver deciso qualcosa. L'anteprima resta aperta 7 giorni.

Passo 3

Accendi un reparto e collega le app

Accendi il primo reparto. Il collaboratore si presenta e ti fa tre o quattro domande da collega: «A che ora siete aperti? Le prenotazioni arrivano al telefono o su WhatsApp? Quanto durano i servizi principali?». Risposte brevi, con un valore già proposto. Poi chiude: «So abbastanza per iniziare. Il resto lo imparo lavorando».

Colleghi le app che usi già: WhatsApp, la posta, l'agenda, la fatturazione. Non c'è una pagina «integrazioni» da studiare: ogni reparto ti dice cosa gli manca con una spunta verde o rossa («ti manca la posta per questa»).

Passo 4

Il collaboratore propone, tu approvi

La prima cosa succede nei primi dieci minuti: colleghi WhatsApp, mandi un messaggio di prova, vedi il collaboratore rispondere. Oppure vedi il primo post con le tue foto, in bozza.

Da lì in poi il collaboratore lavora così: ti mostra parola per parola cosa vuole fare, tu dici sì o «non ora». Ogni cosa che fa finisce in un registro scritto in italiano, riga per riga, che puoi aprire quando vuoi. Ogni automazione ha il suo interruttore. E c'è un bottone «Ferma tutto».

Le app: si collega a quello che usi già

Wekyky non sostituisce il tuo gestionale, la tua agenda o la tua posta: ci si collega e ci lavora dentro. WhatsApp è il canale dove il collaboratore parla con i tuoi clienti, riceve foto e documenti e ti avvisa. La tua app resta il posto dove vedi tutto, accendi tutto e decidi tutto.

Ogni collegamento lo autorizzi tu, dal tuo account dell'app, e lo puoi revocare quando vuoi. I dati toccati dalle azioni passano dal collegamento che hai autorizzato: chi li tratta e dove è scritto nell'informativa privacy.

Quando qualcosa va storto

Le automazioni le progettiamo, le collaudiamo, le sorvegliamo e le ripariamo noi. Se una cosa fallisce, non sparisce: finisce nel registro con il motivo, in italiano, e nel lunedì con come è stata sistemata. Se il collaboratore non ha traccia di una cosa, dice «non ho traccia». Non inventa.

Se vuoi parlare con una persona, scrivi a info@wekyky.com: risponde una persona di Wekyky.

Cosa non fa mai

  • Non parte senza il tuo sì: la proposta e l'accensione restano tue.
  • Non manda niente ai tuoi clienti senza una regola che hai scelto tu («manda subito» o «fammi vedere prima»).
  • Non inventa numeri: il registro e il lunedì mostrano solo conteggi veri.
  • Non inventa volti di persone nei contenuti che rappresentano la tua azienda.
  • Non finge di essere una persona: in chat e su WhatsApp risponde un agente, e lo diciamo.

Guarda la tua app in un minuto.

Scrivi nome e città: in un minuto vedi la tua app, con le stanze del tuo mestiere ancora spente e una cosa già fatta per te.

Senza registrazione. L'anteprima resta aperta 7 giorni; ogni stanza parte solo dopo il tuo sì.